🔥 Prevenzione incendi negli impianti fotovoltaici: termografia certificata (Livello II), vantaggi INAIL e conformità VVF

La prevenzione incendi negli impianti fotovoltaici non è solo buona pratica: oggi è un requisito di responsabilità tecnica e gestionale. Le nuove Linee Guida VVF 2025 (DCPREV n. 14030) ribadiscono che l’installazione o la modifica di un FV in attività soggette costituisce una modifica rilevante ai fini antincendio e richiede un approccio sistematico a progettazione, esercizio e manutenzione/verifiche.
La termografia IR eseguita da personale certificato è uno degli strumenti più efficaci e tracciabili per ridurre il rischio, individuando hotspot, connessioni difettose e surriscaldamenti prima che diventino un problema.

Prevenzione incendi impianti fotovoltaici: cosa chiedono VVF e CEI

Nuove Linee Guida VVF 2025 e manutenzione/verifiche

Le Linee Guida VVF (Nota DCPREV 14030 del 01/09/2025) definiscono misure tecniche e procedurali per FV fino a 1.500 Vdc ubicati in attività soggette o al loro servizio (coperture, facciate, tettoie/pensiline), con indicazioni su valutazione del rischio, distanze, sezionamento, operatività antincendio e soprattutto manutenzione e verifiche.
Inoltre, la successiva Circolare 14668 del 10/09/2025 chiarisce l’applicazione transitoria e ribadisce che la valutazione del rischio incendio resta imprescindibile.
 
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Guida CEI 82‑25: progettazione, gestione e O&M

La Guida CEI 82‑25 (e le sue parti/varianti più recenti) fornisce i criteri tecnici per progettazione, installazione, monitoraggio, gestione e manutenzione degli impianti FV. Integra aspetti di sicurezza e richiami normativi utili per la prevenzione incendi impianti fotovoltaici, anche in relazione alle verifiche in esercizio.

Perché puntare su termografia certificata (Livello II UNI EN ISO 9712)

Tracciabilità, qualità della diagnosi e responsabilità tecnica

Nella pratica HSE, molte organizzazioni (e la prassi legata a INAIL OT23) richiedono che i rilievi siano eseguiti da operatori certificati secondo UNI EN ISO 9712, metodo TT (termografia IR):

  • rilievo eseguito da personale almeno Livello 1,
  • report/valutazione redatti e firmati da almeno Livello 2.
    Questa impostazione offre evidenze documentali solide e riconosciute.

Collegamento con INAIL (OT23) e miglioramento prevenzionistico

Gli interventi di analisi termografica su impianti/quadri elettrici possono rientrare tra le misure migliorative ammissibili per la riduzione del tasso (modello OT23), a condizione di rispettare le richieste su qualifica degli operatori e contenuti della reportistica (foto visibile+IR, elenco punti, azioni correttive).
Sul piano culturale e metodologico, INAIL promuove un approccio prestazionale alla prevenzione incendi nei luoghi di lavoro in coerenza con il Codice di prevenzione incendi (DM 03/08/2015): integrare diagnostica predittiva come la termografia è pienamente in linea con questa logica.

Prevenzione incendi impianti fotovoltaici: cosa intercettiamo con la termografia

  • Hotspot su moduli (celle, saldature, laminati): segnali precoci di degrado e potenziale innesco.
  • Connettori/MC4, string box, quadri DC/AC, sezionatori e fusibili con surriscaldamenti localizzati.
  • Inverter con anomalie su morsetterie e componenti di potenza.
    Queste famiglie di difetti sono riconosciute nella pratica O&M come cause tipiche di eventi termici; la termografia consente di prioritizzare gli interventi e rafforza la prevenzione incendi impianti fotovoltaici.

Programma di controllo: quando fare le ispezioni

  • Collaudo a caldo (hot commissioning) / messa in esercizio.
  • Verifica periodica (annuale o stagionale, in base al profilo di rischio e criticità storiche).
  • Post‑evento (grandine, sovratensioni, interventi d’emergenza, revamping).
    Questa pianificazione è coerente con l’impianto VVF 2025 (manutenzione/verifiche in esercizio) e con le prassi di O&M CEI 82‑25 per una prevenzione incendi impianti fotovoltaici continua e documentata.
 
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Perché scegliere MRP: competenze, strumenti, indipendenza

  • Operatori termografici certificati UNI EN ISO 9712 – metodo TT, Livello II per la redazione e firma dei report.
  • Ispezioni complete sull’intero sistema: moduli, stringhe, quadri DC/AC, inverter, cablaggi e connessioni.
  • 14+ anni di esperienza nei check-up di impianti fotovoltaici: centinaia di impianti verificati con successo dal 2011 ad oggi. 
  • Integrazione con prove elettriche (IV, isolamento, EL, PR) e mobileLAB per verifiche in sito—utile quando la diagnosi impone conferme strumentali. 
  • Report orientato alla conformità (VVF/CEI) e all’ammissibilità documentale per percorsi prevenzionistici INAIL/OT23.

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Articolo a cura di Giovanni Guiotto e Mark Rossetto – MRP Srl

 

Gennaio 2026